Le adsl italiane filtrano il p2p?

by giacomo

Ecco la domanda da un milione di euro del 2008. Tutti sembrano impazziti al riguardo e il delirio generale potrebbe sfociare in una rivoluzione mediatica e sociale senza eguali. Andiamo a capirne i motivi e cerchiamo di analizzare la situzione.

Come gia’ detto pochi giorni or sono ormai le adsl sono il sistema normalmente utilizzato per l’accesso alla rete ed il numero delle aziende interessate e’ numeroso. Ma a cosa serve un accesso internet a banda larga? Il suo fine ultimo e’ la possibilita’ di usufruire dei servizi multimediali che mano a mano prendono piede, di poter gestire uno streaming tv, di poter videotelefonare (pensate alle potenzialita’ per le persone con handicap) solo per citarne gli esempi piu’ evidenti.

Pensate solamente ai dati usciti negli ultimi mesi per youtube che e’ il servizio piu’ usato per lo straming video (non mi ricordo senno’ vi avrei pure citato le fonti per lasciarvi la possibilita’ di decidere se potessero essere attendibili o no): genera da solo il 10% di traffico della rete… non state sognando, 1 mega-giga-peta ogni 10 e’ suo. Se questo non vi bastasse e’ uscita da poco la notizia che il numero di video tuttora gestiti sono 2,9 miliardi. Oltre naturlalmente a questo caso eclatante esistono decine e decine di altri servizi simili per ogni gusto.

Torniamo pero’ in topic, per poter vedere tutti questi filmati (penso non basterebbe il tempo dell’universo) avere un accesso a banda larga e’ praticamente un obbligo visto che la visione di un video di anche solo pochi minuti con il filmato che si ferma per momenti interminabili ogni 3 secondi di video visto porterebbe alla pazzia in tempi da record.

Il concetto quindi di collegamento veloce in un’ottica semplice e sana e’ questo ma tutto questo prima che il p2p (se uno non sa cosa e’ per favore mi contatti che lo voglio conoscere) arrivasse ai numeri attuali. Dati che parlano di minimo il 49% del traffico giornaliero fino ad arrivare al 95% del traffico notturno (fonte ipoque). Ci possiamo quindi immaginare alla mostruosita’ dei numeri che queste percentuali generano.

Come puo’ il p2p pero’ danneggiare gli isp che comunque espongono sui loro luccicanti portali delle offerte in cui non si menziona assolutamente la cosa (l’unico caso che conosco e’ la F5 mini di NGI, caso piu’ uncio che raro)? Se fosse una pratica che le danneggia sicuramente ci sarebbe qualche clausola che ci limita la pratica. E qui si spiega tutta la faccenda.

Immagino gia’ la miriade di disdette che piomba tipo gli uccelli dell’omonimo film di Hitchcok lasciando solamente terra bruciata al loro passaggio su quella societa’ che mette sul contratto per tutte le proprie offerte una clausola del genere. Perche’ la gente adesso vuole, brama, desidera ed esige poter scaricare anche le mutande della nonna che naturalmente non usera’ mai (conosco gente che potrebbe pure farci un pensiero ma questo e’ un altro argomento).

In verita’ l’enorme attivita’ di p2p genera in primis sulle reti una assurda attivita’ di connessioni aperte contemporaneamente che puo’ arrivare per singolo computer tranquillamente a numeri sopra le centinaia. Immaginate ogni computer collegato a centinaia di computer che a loro volta sono collegati con altrettanti e cosi’ via. L’immagine indubbiamente e’ molto suggestiva ma tutte queste connessioni devono essere comunque gestite. Pensate solamente al vostro piccolo modem o router quanto fatica in queste condizione, pensate che i grandi nodi hanno router che devono fare lo stesso lavoro. Per quanto siano oggettini che sanno fare il loro mestiere (e che costano molto piu’ delle mutande sopracitate) di norma vengono dimensionati in base ad un carico normale contemplando solo in parte il p2p e possono trovarsi pure loro in difficolta’.

Altro fattore fondamentale e’ la comune pratica di overselling che in base alle aziende puo’ essere piu’ o meno aggressiva. Per capire meglio questo punto leggetevi il post linkato e capirete sicuramente meglio questo punto che non andremo ad analizzare visto che e’ gia’ stato fatto in maniera esaustiva con un articolo tutto suo.

Quando le risorse saturano e non ce ne sono piu’ di libere per nessuno tutti gli internauti che si collegano in quel punto o ci devono solo passare attraverso si ritroveranno impossibilitati perfino nel leggere un insulso ed inutile blog (cosa molto comune visto che sicuramente qualcuno sta facendo la stessa cosa in questo momento).

Cosa fa l’azienda a quel punto? Comincia a filtrare in modo da liberare qualche risorsa e renderla disponibile per il traffico comune et voila’, l’insulso ed inutile blog torna ad essere finalmente navigabile per l’enorme felicita’ del lettore di turno. E per filtrare non basta che settare due routine che identificano il tipo di traffico per vedere la castrazione informatica di tutte quelle connessioni che appartengono al p2p.

Di sicuro la pratica e’ selvaggia ma se vogliamo guardare la situazione in maniera obiettiva e’ piu’ che giusta, cioe’, se  per preservare la navigazione di quei poveri lettori di blog insulsi ignari di quello che gli sta capitando bisogna castrare quel traffico ben venga! (finalmente posso leggere i mie blog!)

Poi se vogliamo guardare anche il contratto sicuramente la velocita’ alla quale andate anche castrati e di sicuro maggiore della minima garantita nello stesso. Perche’ le offerte casalinghe attuali ti dicono che puoi andare piu’ veloce di Schumacher ma ti garantiscono un triciclo griffato ferrari. Quindi alla fine le norme di velocita’ del contratto in ottica normale rimangono comunque soddisfatte.

Ah, se qualcuno volesse obiettare che esiste anche il p2p sano lo si sa, e’ una obiezione piu’ vecchia delle mutande della nonna che qualcuno ha appena scaricato. Alla fine dei conti se il contratto viene rispettato l’unica cosa che si puo’ fare e’ maledire (o provare a fare un po’ di sana contro-cultura) contro tutti quei feticisti dell’intimo vintage. Questo sempre nell’ottica che le societa’ non speculino sulla cosa…

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