Licenze - Quale usare e perche’
Nel mondo del web 2.0 e della frenesia da informazione non puo’ mancare un articolo sull’argomento. Nel mondo del tutto condiviso (perfino le mutande della nonna) la tutela dei propri copyright o solo di alcuni diritti diventa un argomento della massima importanza.
Prima di tutto elenchiamo le licenze disponibili attualmente in modo da poterle criticare una alla volta e farci una bella idea di quale soddisfa le nostre esigenze di autori.
Partiamo dal COPYRIGHT nelle sue classiche forme di “copyright by xxx” o “tutti i diritti riservati” o “se mi copiate il compito lo dico alla maestra” e compagnia bella. Come potrebbe sembrare e’ molto semplice la lettura di questa licenza ed infatti lo e’ davvero. Tutti i diritti sono riservati: non si puo’ copiare, ridistribuire, modificare, leccare e se un articolo potesse esistere senza venire letto, ci sarebbe pure che non si puo’ leggere. Per poter eseguire una di queste azioni su un contenuto o altro protetto da questo tipo di licenza bisogna chiedere esplicite autorizzazioni all’autore.
Partiti dalla piu’ restrittiva delle licenze ora arriviamo al capitolo piu’ oneroso in termini di argomenti. La licenza COPYLEFT. Usando un gioco di parole si vuole identificare che il copy rimane ma non del tutto. In questo grande insieme di licenze brulicano le GPL e le Creative Commons per citare le piu’ famose. Per i vostri contenuti visto che abbiamo preso questo esempio quelle adatte sono le Creative Commons.
Lasciando stare per questo motivo le GPL che sono specifiche per il software (e chi scrive software spero vivamente sappia cosa sono in caso contrario obbligo tassativo di andare a leggere subito) andiamo a vedere nello specifico le CC e cercare di capire cosa sono e perche’. Naturalmente parliamo delle piu’ comuni e che possano essere di aiuto ad un autore come me che pubblica in rete le proprie opere (se cosi’ possiamo definirle).
Il concetto e’ molto semplice, partendo dal copyright (quindi partendo dall’estremo che tutti i diritti della pubblicazione sono miei e che non potresti nuppure leggerla se non fosse che nel caso sarebbe una cosa inutile e tempo perso da parte dell’autore) si devono semplicemente decidere quali diritti si vogliono lasciare liberi, in modo che il lettore - copione di turno sappia che liberta’ ha cosi’ che possa fare il suo mestiere per quanto noi glielo concediamo. Le possibili scelte sono tra attribuzione, non commerciale, non opere derivate e distribuisci sempre sotto la stessa licenza (share alike). Le informazioni dettagliate le potete trovare nel sito delle CC linkato sopra. Io sintetizzo per dare un’idea:
Attribuzione: l’autore autorizza qualunque tipo di utilizzo della propria opera a patto che quello che la usa o modifica o ne crea la nuova impresa da 1 trilione di euro di capitale scriva esplicitamente chi e’ il padre della stessa. Potete pure pulirvi il sedere con l’opera basta che sulla carta igienica ci sia anche il nome dell’autore e questa idea so gia’ che potrebbe stuzzicare molti di voi.
Non commerciale: l’autore autorizza qualunque utilizzo della propria opera a patto che non venga trasformata in un qualcosa di commerciale, della serie puoi dire che e’ roba tua ma non ci guadagni neanche un soldo.
Non opere derivate: l’autore autorizza qualunque utilizzo della propria opera a patto che questa non venga modificata. La distribuzione quindi di una diversa opera costruita sulle basi di quella licenziata in questa maniera sarebbe illegale.
Distribuisci alla stessa maniera: l’autore autorizza qualunque utilizzo della propria opera a patto che in caso di opere derivate o magari una re-distribuzione le nuove opere e le copie siano licenziate alla stessa maniera dell’originale (questa e’ un po’ la base delle licenze GPL per i software)
A questo punto ognuno puo’ decidere per qualunque tipo di combinazione. Attribuzione + Non commerciale piuttosto che Attribuzione + Non opere derivate, oppure Non commerciale + Non opere derivate e chi piu’ ne ha piu’ ne licenzi.
Ricordate sempre che usando una di queste licenze state lasciando della liberta’ rispetto ai vostri lavori: non e’ che state obbligando qualcuno a dire che siete voi gli autori di un’opera (nel caso di licenza di attribuzione) ma gli state dando la possibilita’ di farne cio’ che vuole (anche la famosa carta igienica) basta che non occultino mai il vero autore della stessa.
Arriviamo poi alla licenza con cui ho deciso di licenziare tutte le opere di liberodipensare.com ed e’ la licenza di Pubblico Dominio. E’ la piu’ semplice di tutte: l’autore decide di non avvalersi mai di nessun diritto riguardante quell’opera e chiunque puo’ farci quel che vuole senza dover dare nessuna spiegazione ne’ informare l’autore. Puo’ perfino spacciarle per proprie se vuole visto che sono opere rilasciate nella grande raccolta della cultura globale a disposizione di tutti.
La scelta della licenza per questo blog e’ nata dal fatto che mi viene da ridere quando navigando tra i tanti blog che la rete ci propone vedo a destra e manca le iconcine di attribuzione di creative commons e leggendo la notizia vedo che e’ semplicemente una copia di una notizia presa da una fonte esterna (naturalmente con i dovuti riferimenti visto che la notizia originale sicuramente e’ licenziata alla stessa maniera). La cosa secondo me ha un senso un po’ distorto ma visto che non sono ancora donato della scienza infusa sono sicuro che mi manca qualche concetto di fondo per capire.
Per cui vi invito a ricopiare pari pari questo post e metterlo sul vostro blog spacciandolo per vostro, visto che questo articolo e’ stato scritte non perche’ cosi’ qualcuno possa dire quanto sono figo (non ce n’e’ bisogno visto che non lo sono) ma per cercare di fare un po’ di chiarezza sull’argomento visto che nel mondo delle liberta’ e della condivisione la paura che qualcuno ci freghi l’idea sembra fare impazzire la gente.
Naturalmente l’articolo ha sempre preso come esempio base un contenuto scritto da un autore. Anche se mi piace sognare che prima o poi certi brevetti sui farmaci possano essere rimpiazzati per permettere a chiunque di produrli con spese irrisorie ma come dico spesso purtroppo anche questo e’ un altro argomento.
Tags: creative commons, gpl, licenze