To SEO or not to SEO?

La visibilita’ del nostro blog - sito - spazio personale e’ un problema comune e di altissimo interesse per tutti. Anche perche’ chi e’ quel fesso che investe ore ed ore del proprio tempo da dedicare alla propria creatura se nessuno la legge? (io penso ci sia anche una sorta di soddisfazione personale nel farlo, spirito che per me e’ stato motivo per cominciare e spero per arrivare sempre ad obiettivi piu’ alti)

Oltre ai milioni di collegamenti, scambi di link o banner o mutande o quant’altro che possiamo fare, tra cui senza dubbio ce ne sono di utili e validi come gli aggregatori specializzati che sono i primi a venirmi in mente, i motori di ricerca sono la manna col cacio sui maccheroni. Avere la possibilita’ di arrivare a chiunque, senza che necessariamente debba essere interessato al nostro tema ma che ci trova perche’ parliamo di una cosa che in quel frangente l’ignoto di turno sta cercando.

Insomma, per farla breve, essere indicizzati bene dai motori di ricerca porta lettori. Tanti lettori portano fama. Tanta fama porta tanto denaro (??? ne siamo proprio sicuri? ci soffermiamo sulla cosa prossimamente e vediamo se e’ davvero cosi’. Per adesso prendiamola per buona). Quindi essere indicizzati bene porta tanto denaro.

Da qui si puo’ gia’ immaginare come la corsa al SEO possa essere paragonata senzi mezzi termini alla corsa all’oro. SEO e’ l’acronimo di Search Engine Optimization che tradotto suona qualcosa come Ottimizzazione per i Motori di Ricerca ed e’ quella scienza (???) che studia le tecniche per essere il piu’ affini possibili agli spider che i motori di ricerca sguinzagliano contro le nostre pagine e per arrivare sempre piu’ in alto nei risultati della ricerca (a leggere i risultati che garantiscono alcune societa’ specializzate nel SEO dopo il loro lavoro petete perfino arrivare sopra al logo di Google).

Qui si pone pero’ il problema del titolo: questa corsa estenuante ed esasperata comporta pero’ determinate scelte di scrittura dei propri articoli (non stiamo a spiegarle, per quello andate qua che di materiale ce n’e’ infinito) e pure per le scelte del tema da utilizzare per citare le limitazioni piu’ evidenti. Non siamo qua a dire che non contano, ma che sicuro ci impongono delle regole.

Siamo quindi pronti a seguire ciecamente questa Eldorado virtuale modificando i nostri schemi e le nostre scelte per adattarle ad un qualche fattore estraneo? Beh, io non ne sono pronto del tutto e penso non dovreste esserlo nemmeno voi, non lo dovrebbe essere proprio nessuno.

Il fatto che abbia intitolato questo articolo To SEO or not to SEO non e’ fatto per essere meglio indicizzato (avrei potuto usare piu’ parole chiave e scriverlo in italiano per esempio) ma perche’ all’inizio della stesura di questo articolo la citazione Shakespiriana mi piaceva e penso sia molto adatta al senso che volevo dare a tutto il testo.

Quindi me ne frego se i motori non mi mettono in prima pagina per le scelte che ho fatto, tanto posso crogiolarmi nel mio piacere personale consapevole di aver scritto qualcosa che, almeno per quanto mi compete, suona bene! Per il resto vedremo come andra’!

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