Hosting - italiano o estero?
Altro argomento trito e ritrito ma come molti altri che cerco di affrontare sempre alla ribalta delle cronache. Tutti si sono fatti questa domanda nel lungo cammino che e’ la scelta dell’hosting per il proprio progetto e tantissimi sono ancora combattutti perfino dopo averla gia’ fatta.
Andiamo per gradi. Le differenze gestionali tra un hosting che gestisce la sua attivita’ prevalentemente in italia rispetto ad uno che la gestisce nel suo paese di orgine e’ praticamente nulla. Sono aziende ed ognuna ha il proprio business plan e fa le proprie scelte per quanto riguarda gestione - infrastruttura o altro. Quindi possiamo trovare diversi tipi di gestioni aziendali sia nel nostro paese che nel mondo.
La differenza piu’ evidente tra le due alternative e’ la latenza. Qua non si scappa, se i server dell’azienda sono in Italia non c’e’ santo che tenga: i tempi di risposta sono migliori. Piu’ ci si allontana dalla nazione del visitatore piu’ i tempi di risposta aumentano e possono anche arrivare ad essere cosi’ alti che l’apertura della pagina (soprattutto quelle pagine che hanno molti elementi e che quindi obbligano il nostro browser a chiedere tante cose al server) possono diventare perfino fastidiosi per l’utenza finale.
Questo fattore pero’ e’ relativo al tipo di utenza a cui ci si rivolge con il progetto, perche’ nel caso sia una utenza globale a quel punto la latenza maggiore di un lettore sara’ la latenza minore di un altro e cosi’ via. Se invece il nostro target e’ nazionale a quel punto la latenza maggiore di uno diventa la latenza maggiore di tutti e questo potrebbe diventare un problema.
Altro fattore da non sottovalutare e’ l’assistenza. Si spera sempre di non aver bisogno di parlare con il supporto dell’azienda perche’ nel caso significa che ci sono problemi e che non siamo riusciti a risolverceli da soli. In casi del genere dove il tempo diventa denaro una comunicazione efficace e diretta e’ la base della risoluzione del problema. Non capirsi per via della lingua potrebbe essere un fattore decisivo nella vostra scelta anche perche’ se non sapete l’inglese abbiamo gia’ risolto il problema alla radice e l’hosting estero per voi non e’ una scelta auspicabile.
Un altro fattore da considerare e’ il prezzo. Si puo’ dire quello che si vuole ma le risorse in termini di traffico e spazio su disco in rapporto costano meno all’estero che in Italia. Non voglio farlo diventare un difetto ma solo una constatazione dei fatti (sempre facendo dei rapporti su dei prodotti similari, non tra prodotti di fascia diversi).
Rimanendo sempre in tema di prezzo si puo’ non pensare al cambio attuale tra euro e dollaro? Questo fattore vale solamente se il nostro hosting lo si paga in dollari quindi con un hosting europeo non cambia nulla. Io penso che non si possa non valutare visto che attualmente siamo con un cambio molto favorevole ed i prezzi che gia’ di loro sono un filo piu’ moderati diventano decisamente molto appetibili dopo la conversione.
Altri fattori evidenti non ce ne sono. Ribadisco che ogni azienda gestisce il proprio organico e le proprie infrastrutture con un business plan unico e che quindi di possibilita’ ne abbiamo quante ne vogliamo. Questo articolo non e’ scritto per farvi scegliere il tipo di hosting per il vostro progetto perche’ di low cost ce ne sono sia in Italia che all’estero e di servizi con garanzie di uptime pure.
Concludendo: per tutti quelli che hanno come target finale un utenza unicamente italiana (e se scrivete in italiano si’, siete proprio voi) consiglio senza ombra di dubbio una azienda che abbia le proprie macchine in Italia cosi’ che la navigazione sia fruibile al meglio ed i tempi di latenza siano minimi. Poi naturalmente le scelte non sono fatte solo in base a fattori tecnici o calcolabili e quindi ripeto fino alla nausea che la scelta e’ sempre e comunque soggettiva.
L’importante e’ sapere i motivi che ci hanno spinti a farla, se si sanno non ce ne si pentira’.
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