Blog - scrivere propri articoli o prendere spunto da altri?
Eccoci qua di nuovo davanti a questo tipo di domande che ci piacciono cosi’ tanto. Domanda che lasciano ampio margine di discussione e che non hanno una risposta. Non c’e’ niente da fare, le adoro davvero con il cuore.
Premettiamo fin da subito che e’ impossibile non prendere spunto da altri o dalle cose che leggiamo. Nel senso che e’ fisiologico e soprattutto molto logico il fatto di scrivere articoli su argomenti che si sono letti da qualche parte o di cui si e’ sentito parlare da fonti piu’ o meno autorevoli ed attendibili. Il fatto pero’ di parlare di un argomento non vuol dire copiare pari pari l’articolo di un altro (anche se vi ho sfidato a farlo nell’articolo sulle licenze) ma solitamente cercare almeno di fornire qualche argomentazione al riguardo.
Sembra quindi logico pensare che normalmente sia quasi scontato che quando un blogger inizia la stesura del proprio articolo, inizi a scrivere di mano propria prendendo spunto magari da una cosa letta in passato e di cui nel tempo e con l’esperienza se ne e’ fatto un’idea che vuole condividere con altri.
Sara’ logico ma non e’ prettamente cosi’. L’impennata del numero di blog in rete non ha avuto eguali negli ultimi anni. I servizi free quali sono Blogger o Wordpress hanno sicuramente aiutato molto questa scalata verso il milione (lo so che e’ la peggior citazione che mi poteva venire in mente, ma e’ arrivata di getto e non mi va di cambiarla perche’ e’ stata istintiva e ne sono quasi orgoglioso) ed il trend sembra essere in continuo aumento.
Se da un lato questo incremento ha portato grandi novita’ e sicuramente una gamma di scelte praticamente infinite, per cui si possono trovare blog che parlano di argomenti di qualunque tipo, dall’altra ha impoverito di molto la qualita’ o almeno ha sicuramente eliminato molte delle criticita’ che erano alla base dello strumento.
Ora come ora siamo circondati, per la percentuale maggiore, da blog semi sterili che forniscono informazioni tipo bollettini ufficiali ansa o qualcosa di simile. Non ho bisogno neanche di linkarne qualcuno per farvi capire di cosa sto parlando perche’ ne avrete almeno una dozzina nei vostri bookmark. E lo so perche’ ce li ho pure io come ce li hanno tutti quanti.
Indubbiamente hanno una loro utilita’ pure quelli, senno’ non li leggerebbe nessuno. Chiaro. Pero’ il fatto di trovare quasi sempre solo degli articoli simili ed il leggere gli stessi articoli ripetuti e ricopiati trilioni di volte mi sembra un filo eccessivo ed infatti col tempo la mia lista di blog quotidiani e’ stata decimata ma le notizie continuano ad essere circa lo stesso numero. Strano fenomeno.
Tornando all’argomento penso che ormai scrivere articoli di sana pianta sia diventato l’eccezione. Uno si potra’ chiedere perche’ e la risposta e’ semplice: perche’ richiede lavoro e molto tempo. Gli articoli non si scrivono da soli, bisogna pensare a che argomenti trattare e cercare di raggiungere uno scopo che ci si prefigge nella stesura, bisogna informarsi e cercare in rete materiale se ce n’e’ bisogno ma soprattutto bisogna esporsi in prima persona nelle scelte e nelle idee che si espongono.
Invece la copiatura - riesposizione dei bollettini ansa e’ un attimo: “Domani viene rilasciata Ubuntu 8.04 Hardy Heron!”. Non so se avete notato ma ho scritto un articolo in 5 secondi. Non male direi.
Uno svantaggio pero’ e’ la lunghezza dei post. Il lettore vuole avere tutto e subito ed una pagina scritta potrebbe spaventare anche il piu’ temerario navigatore. Quindi non scriverla proprio? I dubbi aumentano.
Non so sinceramente se sia meglio scrivere articoli come questi o come quelli micro ma di sicuro con questi lascio qualcosa in rete. In piu’ si offre una visione di un argomento sulla quale un lettore chiunque puo’ farsi una idea e pure un’opinione.
Per me e’ importante scrivere i propri articoli quindi non si sa che se siete arrivati fino a questo punto possiate cominciare anche voi. Chissa’. Auguri.
July 17th, 2008 at 22:46
Ben detto