Hosting shared, vps o server dedicato?

Altro domandone da un milione di dollari. Che servizio necessita il nostro progetto per poter sopravvivere alla selva di utenti (si spera) che ogni giorno leggono le nostre pagine? Tutto dipende moltissimo dal tipo di soluzione che abbiamo scelto inizialmente come struttura del nostro sito.

Facciamo pero’ prima un passo indietro cercando di capire le differenze tra questi tre prodotti.

Lo shared hosting o meglio l’hosting condiviso non e’ altro che una macchina fisica su cui vengono configurati dall’azienda tutti i servizi necessari per permettere al server di accogliere siti al suo interno e gestirli in autonomia o in concomitanza con altre macchine sempre gestite dall’azienda che offre il prodotto.

Il vps o meglio Virtual Private Server non e’ altro che una macchina fisica su cui viene installato un software per la virtualizzazione in modo da creare piu’ istanze virtuali indipendenti le une dalle altre e quindi completamente configurabili dall’utente finale. La stragrande maggiornaza delle aziende in questo caso si prende cura della gestione della macchina fisica ma non delle singole macchine virtuali (a meno di acquistare anche l’opzionale gestione della propria macchina virtuale).

Il server dedicato o meglio server dedicato (il nome e’ chiaro senza bisogno di ulteriori spiegazioni) non e’ altro che una macchina fisica dedicata all’utente finale ed in questo caso l’azienda non si occupa di nulla tranne che della gestione fisica della macchina e quindi il suo allacciamento alla rete, l’alimentazione e di eventuali reboot manuali in caso di necessita’ e della sua manutenzione (anche in questo caso praticamente tutte le aziende offrono serivizi opzionali per far gestire la macchina da loro).

Sarebbe da menzionare anche l’housing ma ce ne occuperemo in un altro articolo dedicato.

Naturalmente ci sono tanti e tanti fattori che incidono sulle prestazioni di questi tre tipi di prodotti tra i quali il piu’ importante e’ sicuramente il regime di overselling effettuato dall’azienda. Come logicamente viene da pensare l’overselling effettuato sui primi due prodotti e’ completo e comprende sia le risorse del server che della rete, nell’ultimo caso essendo la macchina a nostra completa disposizione l’overselling  puo’ essere effettuato solamente sulla parte relativa alla rete.

Ora che sappiamo cosa sono questi tre prodotti (a grandi linee ma un’idea credo sia stata data) ora vedremo quando sia meglio uno o sia meglio un altro. Apro pero’ prima una parentesi su cosa voglia dire sito poco trafficato o molto trafficato.

Non c’e’ una vera e propria distinzione sul poco o sul molto traffico, e’ indubbio pero’ che un sito con 20-30 accessi giornalieri (ipotizzando un intervallo medio giornaliero di 12 ore in cui le visite si concentrano) si traduce in circa un paio di visite all’ora. Non pare proprio sia un grande volume e se a qualcuno di voi invece pare forse siete degli ottimisti estremi.

Quando invece si parla di un 20-30 utenti connessi contemporaneamente nei momenti di picco il discorso cambia e si nota come invece il traffico generato in quei momenti sia decisamente piu’ alto che l’ipotesi precedente e gia’ questo si puo’ definire tranquillamente un traffico medio.

Dipende poi sempre anche dalla struttura scelta per la realizzazione del sito. Se ognuna delle richieste fatte da un visitatore comporta decine di richieste al database le risorse necessarie si elevano all’ennesima potenza rispetto al caso in cui ci sia solo una pagina statica. Questo e’ da valutare di volta in volta.

L’hosting condiviso e’ piu’ che sufficiente in tutti quei casi dove non si necessitano configurazione molto particolari dei servizi ed in quei casi in cui si ipotizza un consumo di risorse lato server nella media quindi e’ adatto a tutti i siti poco trafficati (o anche nell’ipotesi piu’ rosea anche per i siti medio trafficati).

Il limite maggiore dell’hosting condiviso sono proprio le risorse a disposizione dell’utente visto che si e’ in un ambiente condiviso appunto con altri (e quando dico con altri intendo altre centinaia di siti) quindi si nota subito come sia logico che il nostro account possa venire sospeso quando comincia a sfruttare una percentuale cospicua delle risorse della macchina fisica andando a rallentare le performance dei vicini.

Il vps invece e’ necessario quando sono obbligatorie determinate configurazioni che non si trovano solitamente in un ambiente condiviso e che quindi devono essere impostate ad hoc sul server virtuale in modo che il nostro progetto possa funzionare o anche nel caso in cui le risorse che necessita il nostro progetto siano talmente elevate che ci sia un effettivo bisogno di averne dedicate almeno una certa parte.

Infatti con un server virtuale abbiamo ben specificate nella descrizione dei vari prodotti la percentuale di risorse della machina che sono a noi dedicate e che quindi possiamo usare completamente.

Arriviamo poi infine al server dedicato. Beh, qui si va da macchine che arrivano direttamente dalla guerra del ‘15-’18 fino ai server di ultima generazione. In questo caso le discriminanti che abbiamo sono le prestazioni che queste macchine possono generare, se ci bastano si va, se sottovalutiamo le necessita’ del nostro progetto non si va. Non ci sono fattori come l’overselling o altro, e’ un server tutto nostro e le uniche cose che deve fare sono la gestione delle nostre cose.

Si puo’ vedere da queste ultime affermazioni come non sia detto che un server dedicato sia piu’ performante di una vps per esempio (e per assurdo potrebbe valere anche per l’hosting condiviso). Ipotizziamo una macchina virtuale che risiede su un server di ultima generazione a cui viene assegnata per esempio una quota di memoria dedicata di 1Gb e la quota processore (magari 8 core totali con un clock medio-alto) condivisa equamente con i propri coinquilini. Ipotizziamo allo stesso modo un server virtuale con un processore ad un core solo vecchio bacucco e con montato 512Mb di memoria. In assoluto con un caso del genere avremo una vps piu’ performante del server dedicato.

Per concludere non ci sono delle vere e proprie regole per la scelta di un servizio o di un altro. Quello che ci deve sempre guidare e’ il buonsenso e magari qualche preventiva domanda all’azienda che ci offre determinati pacchetti per poter avere un parere diretto sul tipo di servizio piu’ vicino alle nostre esigenze visto che ogni azienda gestisce le proprie macchine in modo diverso.

Quindi armatevi di sana pazienza e non abbiate paura a chiedere, non vedo quale sia il problema per una azienda di rispondere ad una logica e sensata domanda di un possibile cliente.

Ah, e ricordatevi sempre che per quanto possiate trovare l’offertona mediamente si ha sempre per quello che si paga, quindi se volete un certo tipo di garanzie e servizi aderenti ad uno certo standard scucite il portafogli e pagateli. Meglio spendere una decina di euro in piu’ ed avere una assistenza che ti risponde in giornata ad un tuo problema che trovarsi di fronte ad una muro per citare uno degli esempi piu’ classici.

Tags: ,

2 Responses to “Hosting shared, vps o server dedicato?”

  1. gozzi Says:

    La mia teoria sull’hosting condiviso: la qualitĂ  e la velocitĂ  sono proporzionali al prezzo. :)

  2. giarca Says:

    Con questa teoria sbagli davvero ben poche volte. Magari non trovi un servizio ottimizzato alle tue necessita’ “sprecando” cosi’ qualche euro ma di sicuro la notte dormi sereno! :)

Leave a Reply