IPv4 e IPv6 - il passaggio di consegne

Per chi non fosse al corrente di cosa significhi l’acronimo IPv4 ed IPv6 partiamo dal significato appunto dei due termini e poi arriviamo alle motivazioni del passaggio di consegne e poi a capire cosa dobbiamo fare nel nostro piccolo per non trovarci impreparati quando arrivera’ il momento.

IPv4 non e’ altro che l’acronimo di Internet Protocol version 4 (per favore ditemi che non lo state traducendo con qualche tool online visto che mancano semplicemente 3 lettere in tutto alla sua controparte italiana ed e’ palese cosa vuol dire) ed incredibilmente IPv6 non e’ altro che Internet Protocol version 6.

Vi chiederete a questo punto dove sia andata a finire la versione 5 del protocollo. Bella domanda visto che pure io non ne ho la piu’ pallida idea. Che sia la versione di sviluppo del protocollo e quindi senza grande visibilita’ all’utenza finale come noi? Chissa’, misteri della rete (in verita’ basterebbe una ricerca su Google per esempio per svelare l’arcano, ma a noi piace un po’ di mistero no?).

A cosa serve questo Internet Protocol (notare le maiuscole scritte appositamente)? Ogni computer in rete per poter parlare con i propri simili ha bisogno di un codice identificativo che lo differenzi e lo renda unico in modo che i pacchetti che vengono lanciati a destra e manca per la rete sappiano sempre ed esattamente dove finire. Questo identificativo non e’ altro che un numero IP (se avete fatto attenzione alle maiuscole di prima dovreste aver gia’ capito).

Qualunque computer infatti in rete si distingue attraverso questo numero codificato a 32bit che e’ composto da quattro gruppi di numeri col modello xxx.xxx.xxx.xxx. Essendo a 32bit ogni gruppo puo’ assumere un valore compreso tra 0 e 255. In questo momento se state leggendo questo articolo anche al vostro computer e’ stato assegnato uno di questi numeri. Ma da chi?

Ogni volta che ci connettiamo in rete il nostro provider nella maggioranza dei casi fornisce automaticamente al nostro computer uno di questi identificativi tra quelli che gli sono stati assegnati dall’azienda che li gestisce globalmente. Infatti non e’ mai un numero a caso ma bensi’ un numero preso (si’, questa volta a caso) tra quelli disponibili nel momento del nostro collegamento dall’ISP con cui abbiamo sottoscritto un abbonamento internet.

Ma allora che problemi ha sta versione 4? Nessuno. Semplicemente il numero dei computer collegati alla rete contemporaneamente aumenta sempre, piano piano, ed essendo che per quanto il numero di combinazioni possibili sia altissimo il numero di questi identificativi e’ in via di esaurimento anche se le stime parlano di ancora una decina di anni buoni di sopravvivenza.

Stime che sinceramente non su che basi siano state fatte, sta di fatto che il numero di apparecchi che si possono collegare ad internet sta crescendo esponenzialmente vista la crescita di oggetti come palmari, smartphone e quant’altro di portatile e non.

A questo punto salta fuori la versione 6 del protocollo la cui maggiore novita’ sta nella costruzione dell’identificativo, questa volta codificato a 128bit che si presenta nella forma xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx, quindi con ben 8 gruppi da ben 4 cifre ciascuno ed ancora piu’ esagerato ognuna di queste cifre e’ esadecimale e quindi puo’ assumere ben 16 diversi valori partendo dallo 0 e finendo con la lettera f (1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 a b c d e f).

Come potete notare da subito le combinazioni possibili con questa versione rasentano davvero l’esagerazione e la possibilita’ di finire questo tipo di numeri si fa decisamente molto lontana (se finiscono pure quelli vuol dire che pure il mio gabinetto e’ collegato perennemente ad internet e con tutta sincerita’ non voglio sapere per fare cosa).

La modifica avverra’ prima per i grandi nodi di distribuzione della rete che piano piano cominceranno a comprendere tutti e due i protocolli ed alla fine saremo noi utenti finali ad iniziare a parlare questo nuovo tipo di protocollo.

Cosa fare per non arrivare impreparati al momento? Non lo so e voglio vedere chi lo sa. La rete e’ in continuo mutamento ed una previsione relativa ad un decennio futuro e’ impensabile da poter fare. Di sicuro quando si arrivera’ in quel periodo tutti sapranno bene cosa fare ed il passaggio verra’ in modo indolore per la stragrande maggioranza di noi (ci sara’ sempre qualche povero cristo che si incasinera’ la vita ma purtroppo e’ sempre cosi’).

In previsione del cambio per adesso auguro un buon IPv4 a tutti!

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