Hosting – quando scegliere l’opzione managed nelle vps o nei dedicati

by giacomo

Il blog torna alla vita interessandosi di uno degli argomenti piu’ dibattuti che attualmente ci siano per i moltissimi che sono alle prese con la decisione di comprare un virtual private server o di un dedicato (si parla comunque della gestione di un sistema completo).

Premettendo che sicuramente avete gia’ letto l’articolo di liberodipensare sui shared – vps – dedicati e che quindi avete optato per una soluzione giusta per le vostre esigenze, andiamo a capire che cosa sia questa opzione di cui parleremo. Managed significa letteralmente “gestito” ed il suo significato e’ che la gestione del sistema che voi andrete ad utilizzare e’ fatta dalla ditta da cui comprate il prodotto, lasciandovi solamente la gestione dell’applicativo che andrete ad installarci sopra (che sia un sito in html, una applicazione php+mysql come tantissimi cms o una vera applicazione).

Si parla tanto di manged si – managed no negli ultimi tempi perche’ le soluzioni di hosting nelle quali si ha un proprio sistema su cui girano gli applicativi sono arrivate ad essere economicamente alla portata di tutti: ormai si parte dai 10 euro/dollari al mese a crescere. Questo fenomeno fa si che anche le persone alle prime esperienze in questa materia si possano far attirare dalla caratteristiche di questi prodotti e che quindi li scelgano snobbando automaticamente le soluzioni minori (che poi minori non e’ detto che lo siano, vedere sempre l’articolo di lberodipensare sul cosa scegliere linkato sopra).

Un’altra delle cause scatenanti a questa invasione e’ il proliferare dei pannelli di controllo (partendo da quelli free, passando da quelli super-ottimizzati per sistemi con poche risorse, arrivando a quelli di fascia business). Questi pannelli non sono altro che l’interfaccia grafica (o Graphical User Interface che si voglia dire) dei comandi che un qualunque mortale normalmente dovrebbe scrivere in console per la gestione del sistema.

Grazie a questi strumenti spingendo qualche bottone sbrilluccicante e condito di ombre ed effetti di vario genere e compilando qualche form si ha la percezione di dominare, come il torero piu’ famoso di Spagna, la propria macchina ed i config necessari al suo funzionamento. In verita’, spezzando una lancia a favore di questi strumenti,  questo e’ proprio vero: aprire una shell ed editare a mano un file o farlo attraverso grafiche ad effetto ha come risultato la stessa cosa.

I problemi seri nascono quando dopo aver cliccato su un bottoncino al posto del solito messaggio “Grande! Anche questa volta hai dimostrato di essere il sysadmin piu’ sburo e geek dell’intera galassia!” esce un un bel messaggio di errore con decine di cifre ed una spiegazione che non e’ cliccabile. I casi qui sono tre: o si sa dove andare a guardare per capire la causa dell’inceppamento o ci si puo’ gia’ preparare a spendere soldi chiedendo l’assistenza dell’azienda o  andando a scrivere in qualche forum sperando che ci sia qualche anima pia che fornisca i dati per la risoluzione del problema.

Fino qui abbiamo identificato quindi due passaggi fondamentali:

  • I pannelli di controllo non sono il male del mondo e vanno evitati come la peste nel ‘600 ma sono strumenti validi che possono facilitare la vita di tutti i giorni e venire incontro anche alle esigenze dei piu’ esperti.
  • Il pensare di poter gestire un sistema solo grazie all’ausilio di questi perche’ hanno un bottone per ogni comando e’ un’utopia.

Per rispondere alla domanda inziale quando si dovrebbe scegliere questa famigerata opzione managed e quando no? Beh, la risposta e’ celata tra le righe fino a qui scritte. Se siete ancora riusciti a carpirla provate a chiedervi quanto ne sapete di compilazione di un programma dai sorgenti, protocollo ssh – http – ssl, file di configuarazione di webserver e di database server, di iptables e di networking per sintetizzare le conoscenze piu’ ovvie.

Se non avete idea di quello che ho scritto potete comunque provare a gestirvelo da soli ma siate pronti a trovarvi rogne ogni secondo, problemi che sembrano insormontabili, sistemi che non vanno ed un uptime degno di un server piazzato sotto un ponte. E’ vero pero’ che se questo non vi spaventa ed avete voglia di imparare (siete quelle persone che appena c’e’ un errore si vanno a leggere la documentazione intera inerente al programma che l’ha mostrato) allora anche senza conoscenze previe potreste riuscire a cavarvela, sicuramente non con poche difficolta’, anche con le applicazioni piu’ dure.

Per quelli che non sanno cosa sia la documentazione di una applicazione e che non sono riusciti ad arrivare nemmeno qui perche’ c’era troppo da leggere mi dispiace che non possano leggere la conclusione finale, ma in questo caso per voi prendere un servizio managed e’ l’unica via.

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