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	<title>LIBERO DI PENSARE</title>
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	<description>INFORMATICA CRITICA</description>
	<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 08:12:49 +0000</pubDate>
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		<title>Sicurezza informatica - le basi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 14:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non si e&#8217; mai posto questa problematica alzi la mano e contemporaneamente si schiaffeggi con la rimanente, anzi, tiratevi proprio un pugno in mezzo alla faccia. Questo inizio e&#8217; stato scritto in questo modo volutamente molto amichevole per enfatizzare un concetto fondamentale come la sicurezza nel mondo informatico.
Vi siete mai chiesti come fanno i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi non si e&#8217; mai posto questa problematica alzi la mano e contemporaneamente si <strong>schiaffeggi</strong> con la rimanente, anzi, tiratevi proprio un pugno in mezzo alla faccia. Questo inizio e&#8217; stato scritto in questo modo volutamente molto <strong>amichevole</strong> per enfatizzare un concetto fondamentale come la sicurezza nel mondo informatico.</p>
<p>Vi siete mai chiesti come fanno i <strong>cracker</strong> (se l&#8217;unico significato che vi dice questa parole vi sta facendo sbavare piu&#8217; dei cani di Pavlov vi consiglio di leggere la pagine di <a title="Link su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cracker" target="_self">wikipedia</a> sull&#8217;argomento cosi&#8217; che possiate finalmente aprire gli occhi) ad <strong>introdursi</strong> nel vostro sistema o a <strong>defacciare</strong> la vostra paginetta web? Sono dei maghi? Hanno poteri paranormali? Avete usato user admin e password admin? Nel caso meritereste di <strong>bruciare</strong> all&#8217;inferno.</p>
<p>Sono cosi&#8217; <strong>spietato</strong> contro chi non si fa una cultura della <strong>prevenzione</strong> perche&#8217; internet e&#8217; circa come una catena. E come tutti ben sapete la forza di una catena e&#8217; uguale alla forza del suo anello piu&#8217; debole. Andiamo a cercare di <strong>argomentare</strong> questa affermazione prendendo come spunto due casi molto comuni: il proprio sito in un ambiente condiviso ed il proprio computer di casa.</p>
<p><span id="more-83"></span></p>
<p>Cosa potrebbe succedere in un ambiente <strong>condiviso</strong> nel caso in cui il nostro sito venga bucato dal piratozzo di turno? Oltre a poter fare cio&#8217; che vuole con il vostro sito potrebbe (sempre dipendentemente a come il vostro hoster ha settato il sistema fisico) dare molti grattacapi ai vostri vicini, magari riuscendo a <strong>distruggere</strong> pure i loro dati o per esempio <strong>sovraccaricando</strong> la macchina fisica eseguendo task molto avidi di risorse o <strong>spammando</strong> in giro per il mondo con il risultato che l&#8217;ip del server finisce in black list e tutti i siti ospitati si trovano tagliati fuori da qualunque server di posta.</p>
<p>Nel migliore delle ipotesi si <strong>sprecheranno</strong> alcune ore di lavoro e tutto si sistema. Nel peggiore dei casi avete perso tutto e pure tutti gli ospiti dello stesso server. Ipotesi spiacevole, non c&#8217;e&#8217; che dire.</p>
<p>Andiamo ora all&#8217;esempio del vostro computer di casa. Pensate ad un malintenzionato che ha il controllo totale o parziale del vostro computer e che lo utilizza per i propri comodi. Tolto il poter <strong>leggere</strong> tutti i vostri dati (e qui sicuro qualcosa di personale c&#8217;e') ma soprattutto nel poter <strong>utilizzare</strong> la vostra connessione a proprio piacimento.</p>
<p>E&#8217; qui che nasce il concetto degli attacchi DOS o DDOS (Denial Of Service e Dynamic Denial Of Service) usati per <strong>oscurare</strong> i siti tra i quali anche i piu&#8217; famosi. Uno su tutti mi pare di ricordare un attacco del genere su Yahoo che l&#8217;ha reso irraggiungibile per un paio di ore.</p>
<p>Questo tipo di attacchi si basa sul semplice concetto che se il server viene talmente sovraccaricato da non poter piu&#8217; gestire le rischieste allora per il mondo risultera&#8217; <strong>irraggiungibile</strong>. Concetto di una semplicita&#8217; <strong>accattivante</strong> ma anche di una <strong>brutalita&#8217;</strong> assurda visto che grazie a queste persone che prima ho mandato all&#8217;inferno attualmente sulla rete esistono botnet (reti di macchine rese robot sempre dal piratozzo di turno) immense capaci di generare traffici assurdi.</p>
<p>Quindi posso riaffermare che la vostra sicurezza e&#8217; sicuramente <strong>influenzata</strong> dalla sicurezza del vostro vicino, in modo indiretto nel caso migliore ma in alcuni casi anche in modo diretto.</p>
<p>Cosa si puo&#8217; fare per <strong>aumentare</strong> la sicurezza? Beh, noi qui affrontiamo due semplici strategie che sono la base fondamentale e da li poi si puo&#8217; lavorare sul resto e sono in primis la gestione delle password e secondo gli aggiornamenti del sistema.</p>
<p>Le <strong>password</strong>: user e password uguali equivalgono a salire sulla piattaforma del bunjee jumping e lanciarsi senza essersi legati all&#8217;elastico. Una password che si rispetti deve avere lettere <strong>minuscole</strong> e <strong>maiuscole</strong> e <strong>numeri</strong> ed esere almeno almeno <strong>6 caratteri</strong> (8 sarebbe l&#8217;ideale) senza arrivare a password inifinite impossibili da ricordare. Se seguite questo semplice consiglio siete sempre a posto.</p>
<p>Gli <strong>aggiornamenti</strong>: se vi state chiedendo quando e&#8217; stata l&#8217;ultima volta che avete aggiornato il sistema chiudete questa pagine e non aspettate nemmeno un secondo. <strong>Aggiornatelo ora!</strong> Questa e&#8217; proprio il requisito <strong>minimo</strong>. La base di tutto. Il cracker (qui parliamo di quelli da mangiare) su cui spalmare la nutella. Senza questo concetto non si va da nessuna parte, potete avere delle password lunghe quanto volete, riconoscimento di impronte digitali e di retina e delle mutande della nonna ma se non aggiornate non conta nulla.</p>
<p>Ogni giorni vengono scoperti <strong>bug</strong> nei programmi usati comunemente ed a volta questi errori nel codice permettono al malintenzionato di turno di fare cio&#8217; che vuole con il vostro sistema (naturalmente senza dover inserire password o passare il riconoscimento delle mutande della nonna). Naturalmente questi errori vengono risolti molto in fretta e vengono rilasciate patch o nuove versioni <strong>corrette</strong>. Per cui se voi non avete aggiornato negli ultimi mesi il vostro computer (o il vostro cms per esempio) lavorate sicuro sicuro in un ambiente <strong>vulnerabile</strong> sotto piu&#8217; aspetti.</p>
<p>Devo aggiungere qualcosa? Direi proprio di no. E&#8217; anche vero pero&#8217; che ormai coloro che non conoscono queste basi sono davvero pochi e si spera siano sempre meno. <strong>Diffondete</strong> questo tipo di cultura informatica della prevenzione. Uno e&#8217; gia&#8217; alla <strong>meta&#8217;</strong> dell&#8217;opera se questi concetti sono <strong>condivisi</strong> tra tutti.</p>
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		<title>IPv4 e IPv6 - il passaggio di consegne</title>
		<link>http://www.liberodipensare.com/2008/05/17/ipv4-e-ipv6-il-passaggio-di-consegne/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 16:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[ipv4]]></category>

		<category><![CDATA[ipv6]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi non fosse al corrente di cosa significhi l&#8217;acronimo IPv4 ed IPv6 partiamo dal significato appunto dei due termini e poi arriviamo alle motivazioni del passaggio di consegne e poi a capire cosa dobbiamo fare nel nostro piccolo per non trovarci impreparati quando arrivera&#8217; il momento.
IPv4 non e&#8217; altro che l&#8217;acronimo di Internet Protocol [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi non fosse al corrente di cosa significhi l&#8217;acronimo <strong>IPv4</strong> ed <strong>IPv6</strong> partiamo dal significato appunto dei due termini e poi arriviamo alle motivazioni del passaggio di consegne e poi a capire cosa dobbiamo fare nel nostro piccolo per non trovarci <strong>impreparati</strong> quando arrivera&#8217; il momento.</p>
<p>IPv4 non e&#8217; altro che l&#8217;acronimo di <strong>Internet Protocol version 4</strong> (per favore ditemi che non lo state traducendo con qualche tool online visto che mancano semplicemente 3 lettere in tutto alla sua controparte italiana ed e&#8217; palese cosa vuol dire) ed incredibilmente IPv6 non e&#8217; altro che <strong>Internet Protocol version 6</strong>.</p>
<p>Vi chiederete a questo punto dove sia andata a finire la versione 5 del protocollo. Bella domanda visto che pure io non ne ho la piu&#8217; pallida idea. Che sia la versione di <strong>sviluppo</strong> del protocollo e quindi senza grande visibilita&#8217; all&#8217;utenza finale come noi? Chissa&#8217;, misteri della rete (in verita&#8217; basterebbe una ricerca su Google per esempio per svelare l&#8217;arcano, ma a noi piace un po&#8217; di mistero no?).</p>
<p>A cosa serve questo Internet Protocol (notare le maiuscole scritte appositamente)? Ogni computer in rete per poter parlare con i propri simili ha bisogno di un codice <strong>identificativo</strong> che lo differenzi e lo renda <strong>unico</strong> in modo che i pacchetti che vengono lanciati a destra e manca per la rete sappiano sempre ed esattamente dove finire. Questo identificativo non e&#8217; altro che un <strong>numero IP</strong> (se avete fatto attenzione alle maiuscole di prima dovreste aver gia&#8217; capito).</p>
<p><span id="more-80"></span></p>
<p>Qualunque computer infatti in rete si distingue attraverso questo numero codificato a <strong>32bit</strong> che e&#8217; composto da quattro gruppi di numeri col modello <strong>xxx.xxx.xxx.xxx</strong>. Essendo a 32bit ogni gruppo puo&#8217; assumere un valore compreso tra 0 e 255. In questo momento se state leggendo questo articolo anche al vostro computer e&#8217; stato <strong>assegnato</strong> uno di questi numeri. Ma da chi?</p>
<p>Ogni volta che ci connettiamo in rete il nostro <strong>provider</strong> nella maggioranza dei casi fornisce automaticamente al nostro computer uno di questi identificativi tra quelli che gli sono stati assegnati dall&#8217;azienda che li gestisce globalmente. Infatti non e&#8217; mai un numero a caso ma bensi&#8217; un numero preso (si&#8217;, questa volta a caso) tra quelli <strong>disponibili</strong> nel momento del nostro collegamento dall&#8217;ISP con cui abbiamo sottoscritto un abbonamento internet.</p>
<p>Ma allora che problemi ha sta versione 4? <strong>Nessuno</strong>. Semplicemente il numero dei computer collegati alla rete contemporaneamente <strong>aumenta</strong> sempre, piano piano, ed essendo che per quanto il numero di combinazioni possibili sia altissimo il numero di questi identificativi e&#8217; in via di <strong>esaurimento</strong> anche se le stime parlano di ancora una decina di anni buoni di sopravvivenza.</p>
<p>Stime che sinceramente non su che basi siano state fatte, sta di fatto che il numero di apparecchi che si possono collegare ad internet sta crescendo <strong>esponenzialmente</strong> vista la crescita di oggetti come palmari, smartphone e quant&#8217;altro di portatile e non.</p>
<p>A questo punto salta fuori la versione 6 del protocollo la cui maggiore novita&#8217; sta nella <strong>costruzione</strong> dell&#8217;identificativo, questa volta codificato a <strong>128bit</strong> che si presenta nella forma <strong>xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx:xxxx</strong>, quindi con ben 8 gruppi da ben 4 cifre ciascuno ed ancora piu&#8217; esagerato ognuna di queste cifre e&#8217; <strong>esadecimale</strong> e quindi puo&#8217; assumere ben 16 diversi valori partendo dallo 0 e finendo con la lettera f (1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 a b c d e f).</p>
<p>Come potete notare da subito le combinazioni possibili con questa versione rasentano davvero l&#8217;<strong>esagerazione</strong> e la possibilita&#8217; di finire questo tipo di numeri si fa decisamente molto lontana (se finiscono pure quelli vuol dire che pure il mio gabinetto e&#8217; collegato perennemente ad internet e con tutta sincerita&#8217; non voglio sapere per fare cosa).</p>
<p>La modifica avverra&#8217; prima per i grandi <strong>nodi</strong> di distribuzione della rete che piano piano cominceranno a comprendere tutti e due i protocolli ed alla fine saremo noi utenti finali ad iniziare a parlare questo nuovo tipo di protocollo.</p>
<p>Cosa fare per non arrivare <strong>impreparati</strong> al momento? Non lo so e voglio vedere chi lo sa. La rete e&#8217; in continuo <strong>mutamento</strong> ed una previsione relativa ad un decennio futuro e&#8217; impensabile da poter fare. Di sicuro quando si arrivera&#8217; in quel periodo tutti sapranno <strong>bene</strong> cosa fare ed il passaggio verra&#8217; in modo <strong>indolore</strong> per la stragrande maggioranza di noi (ci sara&#8217; sempre qualche povero cristo che si incasinera&#8217; la vita ma purtroppo e&#8217; sempre cosi&#8217;).</p>
<p>In previsione del cambio per adesso auguro un buon IPv4 a tutti!</p>
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		<title>Ubuntu 8.04 e Firefox - l&#8217;airone perde quota</title>
		<link>http://www.liberodipensare.com/2008/05/15/ubuntu-804-e-firefox-lairone-perde-quota/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 12:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[software]]></category>

		<category><![CDATA[linux]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;uscita della nuova versione di Ubuntu come ci si aspettava non ha deluso la marea (forse sarebbe dire l&#8217;oceano) di user che la relativamente recente distribuzione si e&#8217; guadagnata sul campo negli ultimi anni e le migliaia di articoli che sono comparsi in rete, peggio che i funghi dopo la pioggia, ne sono sicuramente una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uscita della nuova versione di <a title="Ubuntu Home Page" href="http://www.ubuntu.com" target="_self">Ubuntu</a> come ci si aspettava non ha deluso la marea (forse sarebbe dire l&#8217;oceano) di user che la relativamente recente <strong>distribuzione</strong> si e&#8217; guadagnata sul campo negli ultimi anni e le migliaia di articoli che sono comparsi in rete, peggio che i funghi dopo la pioggia, ne sono sicuramente una <strong>conferma</strong>.</p>
<p>Peccato pero&#8217; che la scelta di inserire l&#8217;<strong>ultima release</strong> di Firefox 3 (per onor di cronaca la 3.0 beta 5) ancora non rilasciata in una sua versione stable ha portato davvero tanti grattacapi agli utilizzatori dell&#8217;airone. In rete si parla soprattutto di grande <strong>instabilita&#8217;</strong> con crash improvvisi e freeze del noto browser ed in alcuni casi non si e&#8217; neppure riusciti a lanciare il programma.</p>
<p>Naturalmente la comunita&#8217; ubuntu ha subito diffuso il modo per <strong>risolvere</strong> con successo questo problema e quindi alla fine di tutta la questione e&#8217; probabile che chi ha installato il sistema anche solo un paio di giorni dopo la data ufficiale di rilascio si e&#8217; sicuramente trovato la soluzione gia&#8217; bella che pronta, desiderosa solo di essere messa in atto.</p>
<p>Per quanto si e&#8217; potuto vedere questo intoppo e&#8217; stato un problema di poco conto <strong>risolvibile</strong> in pochi passaggi e con estrema <strong>facilita&#8217;</strong> (caratteristica ormai associata alla distribuzione), anche se sinceramente ha sollevato in me alcuni dubbi, non tanto sulla affidabilita&#8217; e credibilita&#8217; di Ubuntu che non sarebbe neppure da mettere in dubbio, ma sulle <strong>modalita&#8217;</strong> con cui vengono fatte alcune scelte.</p>
<p><span id="more-78"></span></p>
<p>Il primo dubbio e&#8217; sul <strong>rilascio</strong> di una nuova versione ogni 6 mesi. Nulla da dire, il software e&#8217; in continuo sviluppo, se penso al mio sistema 6 mesi fa mi posso accorgere da solo di quante cose siano cambiate sia a livello di sviluppo che a livello di novita&#8217;. Questa scelta e&#8217; a mio modo di vedere una scelta <strong>consapevole</strong> e che puo&#8217; avere una sua logica non fosse il caso che ogni 6 mesi mi troverei davanti al problema di dover installare (o fare l&#8217;upgrade) di un nuovo sistema con tutte le problematiche che comporta questa operazione.</p>
<p>Passiamo sopra al tempo che puo&#8217; impiegare l&#8217;upgrade o la installazione da zero visto che usando <a title="Gentoo Home Page" href="http://www.gentoo.org" target="_self">Gentoo</a> non posso aver parola al riguardo.</p>
<p>Arriviamo pero&#8217; alla problematica principale. L&#8217;upgrade e&#8217; una operazione che da quanto si puo&#8217; apprezzare in altrettanti articoli scritti <strong>funziona</strong> per molti ma non per tutti (alcuni preferiscono ogni volta installare da zero). Il fatto di installare da zero per quanto sia indubbio il fatto che viene comunque <strong>restituito</strong> all&#8217;utente un sistema pulito e snello dall&#8217;altro e&#8217; indubbio che si <strong>perdano</strong> tutte le configurazioni di sistema. Configurazioni magari aggiustate nel tempo e che non si ricordano a memoria per la loro complessita&#8217;.</p>
<p>Questo non e&#8217; un problema da poco. Si potrebbe per ovviare il problema <strong>copiare</strong> tutto il contenuto di /etc in una directory specifica di /home che se il sistema e&#8217; stato installato in maniera ottimale verra&#8217; <strong>preservata</strong> anche con una installazione da zero visto che dovrebbe risiedere su una partizione diversa.</p>
<p>Il secondo dubbio e&#8217; sulla <strong>scelta</strong> dei pacchetti presenti. Il fatto di uscire ogni 6 mesi e&#8217; sicuramente correlato anche a questo aspetto. Come sopra detto il software ha una velocita&#8217; di crescita <strong>spaventosa</strong> ed ubuntu come altre distribuzioni linux fa una specie di gara a presentare le ultime uscite di programmi molto famosi come punto di <strong>forza</strong> della distribuzione stessa.</p>
<p>Tralasciamo il fatto che ci possano essere <strong>bug</strong> visto che quelli vengono scoperti pure nelle versione piu&#8217; storiche di un pacchetto. Il dubbio nasce dalla possibilita&#8217; di incontrare problemi di <strong>compatibilita&#8217;</strong> tra programmi, librerie e dipendenze di software cosi&#8217; &#8220;giovane&#8221;. Tra l&#8217;altro penso (ma non ne sono sicuro) che il problema di firefox 3 nella nuova ubuntu sia proprio per un problema di alcune librerie.</p>
<p>A questo punto mi permetto di dare un paio di <strong>consigli</strong> agli utenti sfegatati che vogliono essere sempre al passo coi tempi ma con un sistema funzionante.</p>
<p>Prima dell&#8217;upgrade o dell&#8217;iinstallazione fatevi una bella <strong>copia</strong> della vostra directory /etc nella vostra home cosi&#8217; nel caso perdiate le configurazione avete la vostra copia di backup pronta per essere usata. E penso non sia poco.</p>
<p>Poi sarebbe importante non installare la nuova versione della distribuzione il giorno <strong>stesso</strong> del rilascio. Come e&#8217; capitato questa volta al massimo in uno o due giorni tutti i nodi arrivano al pettine e cosi&#8217; potrete farvi una idea di come procedere nella installazione o aspettare che le questioni vengano risolte.</p>
<p>Alla fine dei conti e&#8217; un po&#8217; brigoso ma <strong>semplice</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blog - idee per scrivere i propri articoli</title>
		<link>http://www.liberodipensare.com/2008/05/12/blog-idee-per-scrivere-i-propri-articoli/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 12:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver largamente consigliato, anzi, straconsigliato in un post di qualche giorno fa riguardante la scelta di scrivere propri post o prendere spunto da altri nel perseguire la via della scrittura di propri articoli ora andiamo a vedere per coloro che si potrebbero trovare in difficolta&#8217; nel trovare idee o argomenti sui quali scrivere.
Innanzitutto bisogna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver largamente consigliato, anzi, <strong>straconsigliato</strong> in un post di qualche giorno fa riguardante la <a title="liberodipensare.com" href="http://www.liberodipensare.com/internet/2008/04/23/blog-scrivere-propri-articoli-o-prendere-spunto-da-altri/" target="_self">scelta di scrivere propri post o prendere spunto da altri</a> nel perseguire la via della scrittura di <strong>propri</strong> articoli ora andiamo a vedere per coloro che si potrebbero trovare in <strong>difficolta&#8217;</strong> nel trovare idee o argomenti sui quali scrivere.</p>
<p>Innanzitutto bisogna decidere il <strong>target</strong> del nostro blog o comunque almeno una affinita&#8217; costante tra gli articoli che andrete a scrivere. Questo logicamente perche&#8217; per quanto possiamo essere bravi a scrivere se poi da un giorno all&#8217;altro dal parlare di internet ed informatica passiamo a parlare di mutande della nonna potrebbe darsi che non tutti quelli che leggevano il nostro blog siano ancora interessati al <strong>prodotto</strong>. O forse anche si&#8217; ma questa non e&#8217; il posto per testare questa ipotesi.</p>
<p>Per la scelta dell&#8217;argomento generale che sara&#8217; la base di tutto il nostro progetto consiglio <strong>vivamente</strong> un qualcosa che possiate conoscere molto bene e che vi appassiona. Non c&#8217;e&#8217; nulla di piu&#8217; sbagliato che scegliere un argomento di cui non si sa nulla e di cui non ce ne potrebbe fregare di meno (ancora meno delle mutande della nonna) visto che ogni articolo che andremmo a scrivere sarebbe visto come una di quelle simpatiche e piene di immaginazioni <strong>torture</strong> medievali in cui tendini e muscoli si sfilacciano neanche fossero quegli elastici verdi vecchi di qualche decennio che si sbriciolano a guardarli.</p>
<p><span id="more-76"></span></p>
<p>A questo punto avrete meta&#8217; del lavoro gia&#8217; fatto. Si&#8217;, dovete ancora scrivere il vostro primo articolo ma le idee dovrebbero aver gia&#8217; <strong>travolto</strong> la parte del vostro cervello superstite ai mojito degli ultimi anni.</p>
<p>La <strong>partenza</strong> quindi non e&#8217; proprio il nosto problema. L&#8217;argomento vi appassiona e ne sapete quindi avrete molto da dire inizialmente, condividere i vostri trucchi, quello che avete appreso con l&#8217;esperienza, quello che <strong>pensate</strong> (perche&#8217; a questo mondo incredibile ma vero siamo liberi di pensare come io sono liberodipensare.com).</p>
<p>I problemi potrebbero arrivare dopo qualche mesetto in cui si e&#8217; dato fronte a tutte le risorse in nostro possesso e ci potremmo trovare nella situazione di essere a <strong>secco</strong> di idee.</p>
<p>In verita&#8217; questa eventualita&#8217; e&#8217; semplicemente una <strong>sensazione</strong>, e&#8217; matematicamente impossibile che non abbiate piu&#8217; nessuna idea. Questo naturalmente vale solo se la condizione iniziale posta in questo articolo sia stata rispettata e che quindi abbiate scelto come tema principale del vostro blog un argomento che conoscete molto bene e di cui siete degli <strong>appassionati</strong>. Se avete scelto di parlare di energia nucleare e non sapete quale sia la differenza tra un elettrone ed il vostro cervello penso possiate entrare nel gruppo in cui questa differenza non e&#8217; una differenza.</p>
<p>Si puo&#8217; avere un blocco dello scrittore al massimo ma non avendone mai avuti (visto che il definire la mia persona scrittore e&#8217; una <strong>blasfemia</strong>) non saprei come indirizzarvi per uscire da questa remota possibilita&#8217;.</p>
<p>Gli articoli, alla fine del concetto, portano articoli e quello che state leggendo in questo momento ne e&#8217; una prova <strong>concreta</strong>: ho scritto giorni fa come accennato all&#8217;inizio un articolo sulla scelta se scrivere propri articoli o meno ed arrivano come conseguenza diretta idee per altri articoli, come per esempio il trovare idee per scrivere i propri articoli.</p>
<p>E&#8217; una catena <strong>infinita</strong> e nel migliore delle ipotesi vi troverete sempre di fianco come ho io in questo momento un foglio con almeno una decina di <strong>titoli</strong> per altrettanti articoli ancora da scrivere. Nel peggiore delle ipotesi avrete sempre qualche idea per scrivere qualcosa di interessante. Se poi siete l&#8217;eccezione che conferma la regola&#8230; beh, quella c&#8217;e&#8217; sempre!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Hosting shared, vps o server dedicato?</title>
		<link>http://www.liberodipensare.com/2008/05/11/hosting-shared-vps-o-server-dedicato/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 12:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[hosting]]></category>

		<category><![CDATA[overselling]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro domandone da un milione di dollari. Che servizio necessita il nostro progetto per poter sopravvivere alla selva di utenti (si spera) che ogni giorno leggono le nostre pagine? Tutto dipende moltissimo dal tipo di soluzione che abbiamo scelto inizialmente come struttura del nostro sito.
Facciamo pero&#8217; prima un passo indietro cercando di capire le differenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altro domandone da un milione di dollari. Che servizio necessita il nostro progetto per poter <strong>sopravvivere</strong> alla selva di utenti (si spera) che ogni giorno leggono le nostre pagine? Tutto dipende moltissimo dal tipo di soluzione che abbiamo scelto inizialmente come struttura del nostro sito.</p>
<p>Facciamo pero&#8217; prima un passo indietro cercando di capire le <strong>differenze</strong> tra questi tre prodotti.</p>
<p>Lo <strong>shared hosting</strong> o meglio l&#8217;hosting condiviso non e&#8217; altro che una macchina fisica su cui vengono configurati dall&#8217;azienda tutti i servizi necessari per permettere al server di <strong>accogliere</strong> siti al suo interno e gestirli in autonomia o in concomitanza con altre macchine sempre gestite dall&#8217;azienda che offre il prodotto.</p>
<p>Il <strong>vps</strong> o meglio Virtual Private Server non e&#8217; altro che una macchina fisica su cui viene installato un software per la <strong>virtualizzazione</strong> in modo da creare piu&#8217; istanze virtuali indipendenti le une dalle altre e quindi completamente <strong>configurabili</strong> dall&#8217;utente finale. La stragrande maggiornaza delle aziende in questo caso si prende cura della gestione della macchina fisica ma non delle singole macchine virtuali (a meno di acquistare anche l&#8217;opzionale gestione della propria macchina virtuale).</p>
<p><span id="more-74"></span></p>
<p>Il <strong>server dedicato</strong> o meglio server dedicato (il nome e&#8217; chiaro senza bisogno di ulteriori spiegazioni) non e&#8217; altro che una macchina fisica <strong>dedicata</strong> all&#8217;utente finale ed in questo caso l&#8217;azienda non si occupa di nulla tranne che della gestione fisica della macchina e quindi il suo allacciamento alla rete, l&#8217;alimentazione e di eventuali reboot manuali in caso di necessita&#8217; e della sua manutenzione (anche in questo caso praticamente tutte le aziende offrono serivizi opzionali per far gestire la macchina da loro).</p>
<p>Sarebbe da menzionare anche l&#8217;<strong>housing</strong> ma ce ne occuperemo in un altro articolo dedicato.</p>
<p>Naturalmente ci sono tanti e tanti fattori che incidono sulle <strong>prestazioni</strong> di questi tre tipi di prodotti tra i quali il piu&#8217; importante e&#8217; sicuramente il <a title="liberodipensare.com" href="http://www.liberodipensare.com/internet/2008/03/31/overselling-cosa-e-e-perche-lo-si-attua/" target="_self">regime di overselling</a> effettuato dall&#8217;azienda. Come logicamente viene da pensare l&#8217;overselling effettuato sui primi due prodotti e&#8217; <strong>completo</strong> e comprende sia le risorse del server che della rete, nell&#8217;ultimo caso essendo la macchina a nostra completa disposizione l&#8217;overselling  puo&#8217; essere effettuato <strong>solamente</strong> sulla parte relativa alla rete.</p>
<p>Ora che sappiamo cosa sono questi tre prodotti (a grandi linee ma un&#8217;idea credo sia stata data) ora vedremo quando sia meglio uno o sia meglio un altro. Apro pero&#8217; prima una parentesi su cosa voglia dire sito poco trafficato o molto trafficato.</p>
<p>Non c&#8217;e&#8217; una vera e propria distinzione sul poco o sul molto <strong>traffico</strong>, e&#8217; indubbio pero&#8217; che un sito con 20-30 accessi giornalieri (ipotizzando un intervallo medio giornaliero di 12 ore in cui le visite si concentrano) si traduce in circa un paio di visite all&#8217;ora. Non pare proprio sia un grande volume e se a qualcuno di voi invece pare forse siete degli ottimisti <strong>estremi</strong>.</p>
<p>Quando invece si parla di un 20-30 utenti connessi <strong>contemporaneamente</strong> nei momenti di picco il discorso cambia e si nota come invece il traffico generato in quei momenti sia decisamente piu&#8217; alto che l&#8217;ipotesi precedente e gia&#8217; questo si puo&#8217; definire tranquillamente un traffico medio.</p>
<p>Dipende poi sempre anche dalla struttura scelta per la realizzazione del sito. Se ognuna delle richieste fatte da un visitatore comporta decine di richieste al database le risorse <strong>necessarie</strong> si elevano all&#8217;ennesima potenza rispetto al caso in cui ci sia solo una pagina statica. Questo e&#8217; da valutare di volta in volta.</p>
<p>L&#8217;hosting condiviso e&#8217; piu&#8217; che <strong>sufficiente</strong> in tutti quei casi dove non si necessitano configurazione molto particolari dei servizi ed in quei casi in cui si ipotizza un consumo di risorse lato server nella media quindi e&#8217; adatto a tutti i siti poco trafficati (o anche nell&#8217;ipotesi piu&#8217; rosea anche per i siti medio trafficati).</p>
<p>Il limite maggiore dell&#8217;hosting condiviso sono proprio le risorse a <strong>disposizione</strong> dell&#8217;utente visto che si e&#8217; in un ambiente condiviso appunto con altri (e quando dico con altri intendo altre centinaia di siti) quindi si nota subito come sia logico che il nostro account possa venire <strong>sospeso</strong> quando comincia a sfruttare una percentuale cospicua delle risorse della macchina fisica andando a rallentare le performance dei vicini.</p>
<p>Il vps invece e&#8217; necessario quando sono <strong>obbligatorie</strong> determinate configurazioni che non si trovano solitamente in un ambiente condiviso e che quindi devono essere <strong>impostate</strong> ad hoc sul server virtuale in modo che il nostro progetto possa funzionare o anche nel caso in cui le risorse che necessita il nostro progetto siano talmente elevate che ci sia un <strong>effettivo</strong> bisogno di averne dedicate almeno una certa parte.</p>
<p>Infatti con un server virtuale abbiamo ben <strong>specificate</strong> nella descrizione dei vari prodotti la percentuale di risorse della machina che sono a noi dedicate e che quindi possiamo usare <strong>completamente</strong>.</p>
<p>Arriviamo poi infine al server dedicato. Beh, qui si va da macchine che arrivano direttamente dalla <strong>guerra</strong> del &#8216;15-&#8217;18 fino ai server di ultima generazione. In questo caso le discriminanti che abbiamo sono le <strong>prestazioni</strong> che queste macchine possono generare, se ci bastano si va, se sottovalutiamo le necessita&#8217; del nostro progetto non si va. Non ci sono fattori come l&#8217;overselling o altro, e&#8217; un server tutto nostro e le uniche cose che deve fare sono la <strong>gestione</strong> delle nostre cose.</p>
<p>Si puo&#8217; vedere da queste ultime affermazioni come non sia detto che un server dedicato sia piu&#8217; performante di una vps per esempio (e per assurdo potrebbe valere anche per l&#8217;hosting condiviso). Ipotizziamo una macchina virtuale che risiede su un server di ultima generazione a cui viene assegnata per esempio una quota di memoria dedicata di 1Gb e la quota processore (magari 8 core totali con un clock medio-alto) condivisa <strong>equamente</strong> con i propri coinquilini. Ipotizziamo allo stesso modo un server virtuale con un processore ad un core solo vecchio <strong>bacucco</strong> e con montato 512Mb di memoria. In assoluto con un caso del genere avremo una vps piu&#8217; <strong>performante</strong> del server dedicato.</p>
<p>Per concludere non ci sono delle vere e proprie regole per la scelta di un servizio o di un altro. Quello che ci deve sempre guidare e&#8217; il <strong>buonsenso</strong> e magari qualche preventiva <strong>domanda</strong> all&#8217;azienda che ci offre determinati pacchetti per poter avere un parere diretto sul tipo di servizio piu&#8217; vicino alle nostre esigenze visto che ogni azienda gestisce le proprie macchine in modo diverso.</p>
<p>Quindi armatevi di sana <strong>pazienza</strong> e non abbiate paura a chiedere, non vedo quale sia il problema per una azienda di rispondere ad una logica e sensata domanda di un <strong>possibile</strong> cliente.</p>
<p>Ah, e ricordatevi sempre che per quanto possiate trovare l&#8217;offertona mediamente si ha sempre per quello che si <strong>paga</strong>, quindi se volete un certo tipo di garanzie e servizi aderenti ad uno certo standard <strong>scucite</strong> il portafogli e pagateli. Meglio spendere una decina di euro in piu&#8217; ed avere una assistenza che ti risponde in giornata ad un tuo problema che trovarsi di fronte ad una muro per citare uno degli esempi piu&#8217; classici.</p>
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